dr. Pasquale Talento

-Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente
ed Endoscopia Digestiva

-Certificate in Coloproctology St. Mark's Hospital - London

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La tecnica del PPH

Fino a qualche anno fa si pensava che l’emorroidectomia fosse un atto chirurgico indispensabile, perché si consideravano le emorroidi come neoformazioni vascolari: questo assunto non è più vero da quando si è dimostrato che i cuscinetti emorroidari interni ed esterni sono già presenti nell'embrione e che hanno una funzione fisiologica di valvole ad acqua che riempiendosi e svuotandosi danno capacità di continenza al retto.
Un dato anatomico importante è che le emorroidi non prolassano attraverso l'ano se non prolassa contemporaneamente la mucosa rettale.
Pertanto l’asportazione della mucosa anale prolassata compresa tra ampolla rettale distale e canale anale prossimale consente al tessuto emorroidario di ritornare nella sua sede anatomica e di esplicare la sua funzione senza alterazioni del canale anale come avviene con l'emorroidectomia chirurgica (intervento classico).
Questo è il presupposto della tecnica di correzione del prolasso mucoso ed emorroidario ideata dal Dott. Antonio Longo. Questa innovativa metodica, denominata PPH (Procedure for Prolapse Haemorroids), viene attuata con l'ausilio di una suturatrice automatica circolare (stapler), di un dilatatore anale e di un anoscopio appositamente progettati e realizzati da Ethicon Endo-Surgery.


la novità rivoluzionaria

La metodica PPH è da considerarsi rivoluzionaria in quanto ha cambiato l'obiettivo dei chirurghi nella cura della malattia emorroidaria. Infatti, mentre fino allora si era cercato il modo migliore di asportare le emorroidi,con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riportate nella loro sede anatomica naturale e fissate stabilmente.

Inizialmente la nuova metodica PPH è stata accolta con qualche perplessità, ma poi ha iniziato ad essere adottata da un numero sempre maggiore di chirurghi e oggi è diventato l'intervento di scelta per le emorroidi prolassate di II°, III° e IV° grado.
In Europa e nel mondo sono oltre 5.000.000 gli interventi realizzati anche se molti medici ritengono questa tecnica ancora iniziale e quindi da valutare.
L’intervento con la tecnica PPH viene eseguito in genere in anestesia periferica, dura in media 30 minuti e richiede di regola un breve ricovero (2/3 giorni).
I punti di sutura (in titanio) vengono fissati con l'ausilio di una apposita cucitrice circolare automatica in una regione povera di recettori sensitivi; ciò fa sì che il dolore postoperatorio sia modesto e che la ripresa delle attività lavorative sia più rapida.
Le complicanze sono rare e comuni agli altri interventi chirurgici.
L'intervento determina un miglioramento del deflusso venoso, eliminando i rischi correlati all' ostacolato deflusso.
II riposizionamento nel canale anale del cuscinetti emorroidari e della mucosa anale migliora la continenza.
L’eliminazione dei fattori determinanti il sanguinamento è dovuta all'interruzione dei rami terminali dell'arteria emorroidaria superiore, con riduzione di flusso negli spazi subepiteliali e del prolasso mucoso, con la conseguente diminuzione dell'impatto traumatico della mucosa col bolo fecale.
Pur non trattandosi di un’ emorroidectomia in senso stretto, in alcuni casi porzioni più o meno grandi di tessuto emorroidario devono essere escisse per ottenere un ottimale correzione del prolasso. Tale eventualità è tuttavia una necessità tecnica e non una scelta di principio.
Il rischio di recidiva di prolasso (valore trascurabile) dipende più da un’iniziale incompleta escissione piuttosto che da una recidiva vera e propria e si attesta intorno al 2%.

lo schema dell'intervento

Gli strumenti utilizzati per l'intervento
Fase1:si inserisce uno strumento monouso per iniziare l’intervento
Fase 2:inizia la sutura al di sopra del tessuto emorroidario
Fase 3:si inserisce la suturatrice monouso specifica al di sopra della sutura
Fase 4:si traziona sui fili di sutura e si porta il tessuto da asportare all’interno della suturatrice
Fase 5:quasi tutto il tessuto da asportare si trova all’interno della suturatrice
Fase 6:la suturatrice ha asportato il tessuto (taglio) ed ha suturato (cucito).
Prima dell'intervento
Dopo l'intervento
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